Consorzio di gestione di Torre Guaceto

Consorzio di Gestione di Torre Guaceto

Torre Guaceto: il lupo non è pericoloso, basta seguire poche regole per convivere in armonia

Torre Guaceto: il lupo non è pericoloso, basta seguire poche regole per convivere in armonia

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I lupi sono tornati a Torre Guaceto e popolano la riserva ormai da anni. Non c’è alcun conflitto con l’essere umano grazie al rispetto di poche semplici regole. L’appello del Consorzio di Gestione: “Non bisogna fare allarmismo, questa specie non è pericolosa, basta non disperdere cibo e rispettare i suoi spazi”.

Il lupo è una specie protetta che riveste un ruolo estremamente importante nella tenuta dell’ecosistema. E’ un predatore che si posiziona ai vertici della catena alimentare naturale composta da ulteriore fauna.

L’uomo non costituisce una preda per il lupo, ma condivide con esso gli spazi ed alcune risorse alimentari.

Questi esemplari non si avvicinano all’uomo perché vogliono socializzare o assumere i comportamenti violenti che il senso comune gli affibbia, i lupi fanno branco solo con i loro simili e non sono aggressivi.

Questi animali si avvicinano, loro malgrado, agli insediamenti civili perché costretti dal cattivo comportamento umano:

-scarsità di spazi naturali, nei quali l’uomo è sempre più invadente;

-offerta di cibo facile fatta volontariamente e involontariamente sempre dall’uomo che disperde rifiuti alimentari e non custodisce a dovere i “propri” animali, tra i quali cani e gatti.

Le comunità umane ed il lupo devono convivere e la coesistenza è più che semplice, è necessario solo che i primi seguano le poche norme di comportamento che rientrano di già nel senso civico e sono più che mai necessarie in presenza di insediamenti di grande fauna.

C’è innanzitutto da capire e ricordare che gli animali selvatici devono rimanere tali ed il lupo, in particolare, non deve diventare confidente e non deve essere obbligato ad avvicinarsi all’uomo per sopravvivere.

Una sintesi delle regole da seguire che puntano ad evitare che il lupo associ l’uomo alla disponibilità alimentare quindi:

-non offrire in maniera diretta o indiretta cibo, quindi non lasciare nei pressi delle abitazioni o di punti di bivacco cibo, croccantini per cani o gatti;

-non lasciare animali mal custoditi;

-non portare a passeggio i cani dopo il tramonto nelle aree agricole e naturali;

-non fare escursioni notturne o campeggio nei luoghi in cui può esserci una cucciolata.

“Se il lupo non vince l’innata timidezza, allora è possibile la convivenza con l’uomo, come nel caso di Torre Guaceto – ha spiegato il faunista del Consorzio di Gestione dell’area protetta, Giacomo Marzano -, questa specie vive e si riproduce in riserva ormai da anni e non si è mai verificata alcuna situazione di cattiva interazione con l’essere umano. Il lupo sta nella boscaglia e, grazie alle regole che il Consorzio di Gestione si è dato e impone ai fruitori, non ha ragione di avvicinarsi all’uomo”.

Il divieto di introdurre cani in riserva e la rimozione costante di ogni resto alimentare, ha fatto sì che i lupi di Torre Guaceto, che spesso capita di notare mentre osservano il personale del Consorzio o i visitatori da lontano, non abbiano fatto il passo irreversibile di vincere la naturale ritrosia e di avvicinarsi all’uomo per predare un cane o mangiare i resti di un pasto.

Inoltre, grazie agli interventi di conservazione degli habitat realizzati dal Consorzio, con conseguente aumento della naturalità della riserva, e all’istituzione di una zona A nella riserva terrestre, alla quale è vietato l’accesso, a Torre Guaceto il lupo non subisce il disturbo antropico e può condurre la sua vita ben lontano dall’uomo.

“Questo ci deve insegnare che ciò che dobbiamo fare per vivere in pace con i lupi è lavorare su noi stessi – ha sottolineato il faunista –, smettiamola di creare allarmismo e isteria di massa. Seguiamo il buon senso, basta questo”.


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