Consorzio di Gestione di Torre Guaceto

Le testimonianze archeologiche

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Le bellezze paesaggistiche e la floridezza degli habitat naturali che caratterizzano oggi i luoghi incantati della Riserva di Torre Guaceto, in un passato non troppo lontano, hanno portato l’uomo a scegliergli come ideali per viverci stabilmente. Questo per un periodo lungo almeno 2.500 anni.

Le più antiche evidenze archeologiche oggi note a Torre Guaceto si riferiscono all’età del Bronzo (II millennio a.C.), periodo nel quale il paesaggio era piuttosto diverso da quello odierno.

Le ampie zone palustri costiere erano caratterizzate dalla flora tipica di questo habitat (canne, giunchi, cannucce e cariceti) ed erano popolate da numerosi mammiferi di piccola taglia, da uccelli, rettili, anfibi, pesci e molluschi. Più all’interno, gli arbusti della macchia mediterranea, gli olivi selvatici e i boschi di querce ospitavano cervi, cinghiali e caprioli oltre a lupi, gatti selvatici e lepri.

I villaggi dell’età del Bronzo della Riserva sono oggi localizzati sul promontorio di Torre Guaceto e sui due Scogli di Apani, e nascono probabilmente alla fine del Bronzo Antico (XIX sec. a.C.) per poi stabilizzarsi nel Bronzo Medio (XVIII-XV sec. a.C.). Si tratta di villaggi difesi da grandi muri di fortificazione e costituiti da capanne realizzate con elementi lignei e vegetali e le cui pareti erano coperte da un intonaco d’argilla, all’interno vi erano spesso dei focolari a terra e fornelli d’argilla. L’artigianato era una delle principali attività dell’epoca e portava alla realizzazione di contenitori ceramici, di armi, utensili ed ornamenti in bronzo, e di numerosi altri oggetti in argilla, selce e pietre dure, osso, corno, avorio, conchiglie e ambra. L’economia si basava sull’allevamento, la pastorizia, la caccia, la pesca ed il commercio, sia via terra con le comunità vicine, che via mare con i mercanti Micenei.

Poco si conosce ancora riguardo alla presenza umana a Torre Guaceto in età Messapica (metà VII- metà III sec. a.C.), periodo durante il quale l’abitato sembra essersi spostato più all’interno e frammentatosi, si suppone, in piccoli insediamenti rurali.

Dopo la conquista romana, le aree costiere tornarono ad essere dei poli di attrazione. Tra III sec. a.C. e I sec. d.C. il livello del mare era almeno 2m più basso dell’attuale, il porto-canale di Torre Guaceto era in piena attività, come testimoniato dalla ceramica rinvenuta sul secondo isolotto (che doveva essere ancora unito al primo), e la rada a sud era ancora un’ampia piana paludosa delimitata da discontinui cordoni paralitorali che comprendevano il terzo isolotto e i due scogli di Apani. La via Appia Traiana, che correva immediatamente a monte dell’attuale area paludosa, portò l’inserimento dell’area di Torre Guaceto nella rete di traffici e commerci che collegavano le ville e gli insediamenti rustici dell’interno ai grandi complessi produttivi costieri (come quello delle fornaci di Apani alla foce dello stesso canale). In questa fase, Torre Guaceto si configurava quale “caricatore”, un punto d’imbarco funzionale alla raccolta della produzione di olio e vino dell’entroterra, ed alle attività produttive delle vicine fornaci: da qui chiatte o piccole barche portavano le derrate a Brindisi, da dove venivano imbarcate sulle grandi navi onerarie romane alla volta delle stazioni commerciali del Mediterraneo.

In età Tardoantica, tra V e VI sec. d.C., la rada di Torre Guaceto era ancora un approdo importante, e questo è possibile dedurlo perché sul terzo isolotto sono stati individuati i resti di una torre-faro (realizzata in grossi blocchi squadrati) che segnalava l’ingresso alla baia ormai invasa dal mare, e anche grazie alla presenza di un relitto coevo nelle acque immediatamente antistanti.

Nell’XI sec. Torre Guaceto era uno degli approdi prediletti dalle piccole e veloci feluche dei Saraceni provenienti dalla Turchia che, attratti dall’abbondanza di acqua dolce, vi si rifugiarono durante i saccheggi dell’entroterra costiero. L’importanza di questo porto è testimoniata dal geografo arabo Edrisi che nel 1.164 definirà Torre Guaceto col toponimo di “GAW SIT” che significa “il luogo dell’acqua dolce”. Numerosi sono i documenti che nel Medioevo attestano la continua attività, per lo più commerciale, del “picciol porto di Gaugeto” sia con gli Angioini, che poi con gli Aragonesi. La rada è per due volte almeno, nel 1482 e nel 1528, utilizzata dai Veneziani come porto sicuro dove ricoverare i vascelli per muovere all’attacco dei piccoli centri dell’interno (S. Vito e Carovigno) evitando così le difese del porto di Brindisi.

La necessità di presidiare questo importante approdo conduce gli Aragonesi alla costruzione nel 1531 dell’attuale torre di guardia (anche se una più antica esisteva già). Torre Guaceto entra così a far parte del sistema difensivo costiero contro le incursioni turche: le torri di avvistamento comunicavano tra loro attraverso segnali di fumo il giorno e di fuoco la notte, mentre acusticamente attraverso campane. In questo modo, i torrieri lanciavano l’allarme sia alle popolazioni dell’entroterra che si rifugiavano nelle torri e nelle masserie fortificate (Torre Regina Giovanna e Castello di Serranova), che ai grandi centri di comando del regno.

Dal ‘700 la rada diventò proprietà della famiglia Dentice di Frasso che ne conservava i diritti di caccia e di pesca, provvedendo nel 1915 al prosciugamento del canale e costituendone nel 1940 una riserva di caccia. Da questo momento in poi l’area non è più stata interessata dall’insediamento umano, se non per ragioni militari durante il secondo conflitto mondiale, mentre l’entroterra ha sempre conservato una forte tradizione agricola.

IL PROGETTO “TORRE GUACETO SMART INNOVATION”

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La Riserva Naturale dello Stato e Area Marina Protetta di Torre Guaceto è al centro di uno straordinario progetto di innovazione tecnologica.

Si tratta di Smart Guaceto, un piano ammesso a finanziamento nell’ambito del progetto Innolabs gestito da Innova Puglia, società in house della Regione, e sostenuto dal Fondo Europeo Sviluppo Regionale con uno stanziamento pari a 590.720,88 euro.

L’obiettivo di Smart Guaceto, avviato a gennaio 2019 per finire a giugno 2020, è il potenziamento delle tecnologie sviluppate negli anni nei luoghi della Riserva come il laboratorio di archeologia, il centro visite e le aree naturali, ed una loro sostanziale implementazione.

Per raggiungere questo traguardo alcune delle più importanti società e degli enti che operano nel mondo della tecnologia, della cultura e della comunicazione a livello nazionale, si sono messi insieme e stanno lavorando in rete per dare un importante contributo in termini di promozione e fruizione innovativa e sostenibile di Torre Guaceto. Questi sono: UpCommerce spa, The Digital Box spa, Steel Minds srl, Weave srl, Dipartimento beni culturali dell’Università del Salento, Dipartimento di nuove tecnologie e design di Cetma, studio Fiore e Vivarch.

Partendo da un’accurata analisi del fabbisogno di Torre Guaceto e dell’impianto tecnologico attualmente in possesso della Riserva, i partners hanno elaborato una serie di azioni tecnologiche e smart adatte ai fruitori target di Torre Guaceto: visitatori, scolaresche e turisti internazionali.

Nei due anni di progetto saranno prodotti:

- Un sistema informativo 4.0 per la prenotazione di pacchetti di visita nelle aree e nelle strutture della Riserva;

- Un’app in realtà aumentata per la fruizione di contenuti informativi multimediali;

- Un’app in mixed reality per la comprensione dei reperti e delle collezioni archeologiche;

- Piattaforme di serious game;

- Un percorso interattivo interno ed esterno.

Uno degli aspetti del tutto innovativi del progetto consiste nel coinvolgimento degli utenti reali della Riserva nella progettazione delle applicazioni e delle innovazioni che saranno realizzate.

 

 

I partner di progetto

 

La società nasce a Foggia il 27 gennaio del 2005 come Bookingshow SPA e si è subito posizionata tra le prime realtà in Italia nel mondo delle biglietterie elettroniche certificate per eventi e dei servizi ad esse connessi. Grazie all’omonima piattaforma software, Bookingshow appunto, interamente prodotta e gestita dalla società, ha gestito in modo integrato per oltre 12 anni la prenotazione e la vendita on line di biglietti per concerti, spettacoli, eventi sportivi (calcio, basket, volley) festival ed eventi unici, con un numero di iscritti al portale web, nel 2016, di oltre il milione e un portafoglio clienti appartenenti al mondo dello spettacolo, dello sport e dell’intrattenimento in genere di oltre 800 unità. Tali numeri hanno consentito all’azienda di competere con giganti del settore quali Ticketone (parte del gruppo tedesco Eventim) e Best Union, gruppo bolognese leader nel mondo delle biglietterie automatizzate e dei servizi connessi che, nel luglio del 2017, ha acquisito il ramo di azienda connesso al ticketing (Bookingshow appunto).
Oggi, Upcommerce SPA(Capofila del progetto) è una PMI innovativa il cui attuale core business è rappresentato dalla gestione conto terzi di siti in totale outsourcing, grazie all’omonima piattaforma proprietaria multicurrency e multilingua www.upcommerce.com.
Nonostante la cessione del ramo di azienda connesso al ticketing, la società rimane in qualche modo operante all’interno di quel segmento di mercato grazie alla controllata 18months, PMI innovativa che ha realizzato una avanzata soluzione cloud based di ticketing e gestione per il settore cinema e musei.

 

 

La The Digital Box Spa è una società nata nel 2013 come startup innovativa dall’unione di professionalità con oltre 10 anni di esperienza nel settore del marketing, ADA è la piattaforma integrata con la quale la TDB propone di cambiare il modo in cui il Mobile Marketing è percepito e sfruttato dalle aziende mediante un approccio “disruptive” all’intero ciclo di vita del cliente: dal coinvolgimento iniziale, alla conversione rispetto a obiettivi concreti, alla fidelizzazione.
Propone al mercato un sistema integrato di soluzioni che permettono la creazione, distribuzione e misurazione di contenuti digitali personalizzati progettati specificamente per i dispositivi mobili quali landing pages e storytelling, una suite completa di strumenti che consentono alle aziende, di ogni dimensione e tipologia, di coinvolgere, in modo rapido ed economico, i clienti offrendo esperienze di coinvolgimento grazie a messaggi di azione diretti e orientati ai risultati. ADA è una piattaforma on cloud di estrema facilità d’uso grazie al sistema di creazione di contenuti attraverso il drag and drop e i numerosi layout preimpostati a disposizione degli utenti. le sedi operative in Gioia del Colle site in Via Costantino Maria Colacicco n.8 H-P; Sono due locali attigui uno dedicato al Marketing e l’altro dedicato al coding, ogni locale è circa 100mq; le attrezzature contenute all’interno sono normali PC e tablet.


L’azienda opera nel settore dell’informatica, offrendo servizi di consulenza, progettazione e sviluppo di software, di qualunque tipo o scopo, sia ludico che professionale.
Nell’ambito professionale, tali servizi sono diretti principalmente:

  • al settore finanziario (banche, assicurazioni, etc.)
  • al settore marketing, attraverso lo sviluppo e la vendita di prodotti che possano agevolare le attività di promozione delle aziende e gestione della clientela
  • al settore socio-sanitario, con la realizzazione di prodotti per la pianificazione, consuntivazione e controllo delle attività

In dettaglio, le principali attività produttive dell’azienda sono:

  • Consulenza progettazione, installazione e commercializzazione di sistemi informatizzati
  • Fornitura di servizi di consulenza informatica, produzione e sviluppo di software, di qualunque tipo o scopo, sia ludico che professionale
  • Formazione professionale
  • Gestione di banche dati
  • Esercizio di siti di commercio elettronico e quant'altro afferente l’attività informatica
  • Assemblaggio e vendita di software e hardware, ovvero realizzazione di combinazioni di hardware e software fornite con il metodo chiavi in mano

 

Weave Srl è una società a responsabilità limitata, iscritta alla sezione Startup Innovative, costituita nel 2016.
L’azienda opera nel settore della Digital Transformation, offrendo servizi di consulenza, progettazione e sviluppo di soluzioni di supporto alla trasformazione digitale delle aziende.
In questi anni abbiamo lavorato come Digital Innovation Unit per società di consulenza strategica, gruppi leader nel settore energetico e banche ad alto tasso di innovazione.
La società ha stabilito la sua sede legale ed operativa a Melpignano (LE), in Via Castrignano 23, all’interno dello spazio di coworking M23, nato dalla volontà di Weave di tenere vicini a sé i professionisti coinvolti nei propri progetti.
Nei 300mq di M23, sono concentrate le postazioni di lavoro di Weave, e altre 25 postazioni a disposizione dei coworker che spaziano da esperti di programmazione a grafici e maker.
Dal 2017 Weave Srl ha un contratto di accelerazione con SellaLAB ed è partner tecnologico di S2E Srl.
Il team di Weave ha una solida esperienza nello sviluppo agile e nello sviluppo rapido di prototipi e mock-up, dei quali sovente segue anche la progettazione e lo sviluppo delle stesse all’interno di compagini più vaste.

 

UNIVERSITÀ’ DEL SALENTO- Dipartimento di Beni Culturali - (Organismo di Ricerca)

Nella sua attuale fisionomia, il Dipartimento di Beni Culturali è stato costituito nel febbraio 2012. I settori scientifico-disciplinari che, sulla base del vigente Statuto di Ateneo, sono posti sotto la sua diretta responsabilità sono quelli di L-ANT e di L-ART, ricadenti nell’Area 10 “Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche” della rideterminazione effettuata dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca). Le competenze e gli interessi del Dipartimento vanno, dunque, dalla archeologia preistorica e protostorica (L-ANT/01), etrusco-italica (L-ANT/06), classica (L-ANT/07) e medievale (L-ANT/08) alla storia greca (L-ANT/02) e romana (L-ANT/03), dalla numismatica (L-ANT/04) alla papirologia (L-ANT/05), dalla topografia antica (L-ANT/09) alle metodologie per la ricerca archeologica (L-ANT/10), per poi abbracciare la storia dell’arte medievale (L-ART/01), moderna (L-ART/02) e contemporanea (L-ART/03), la museologia e la critica artistica e del restauro (L-ART/04), sino alle discipline dello spettacolo (L-ART/05), a quelle del cinema, fotografia e televisione (L-ART/06), nonché della musicologia e storia della musica (L-ART/07) e dell’etnomusicologia (L-ART/08).
E tuttavia, in virtù della lunga tradizione di interdisciplinarità che ne ha segnato la storia (come già quella della Facoltà di Beni Culturali), al Dipartimento afferiscono non solo docenti e ricercatori dei suddetti settori scientifico-disciplinari, ma anche numerosi altri, incardinati nelle aree e nei settori più diversi: dalla filologia (L-FIL-LET/01, L-FIL-LET/04) alla letteratura italiana (L-FIL-LET/10), dal diritto costituzionale (IUS/08) alla storia moderna (M-STO/02), dalla geografia economico-politica (M-GGR/02) alla storia dell'architettura (ICAR/18), dalla antropologia fisica (BIO/08) alla chimica analitica e fisica (CHIM/01, CHIM/02) e alla fisica applicata ai beni culturali e ambientali (FIS/07).

 

Seguici su questa pagina, esplora le gallerie fotografiche e video dedicate al progetto e aiutaci a migliorare l’ECOSISTEMA DIGITALE di questo meraviglioso luogo: Torre Guaceto!

Le specie in Lista Rossa IUCN

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La flora a rischio di estinzione

La flora vascolare della Riserva consta di 665 specie vegetali, pari al 50% del numero complessivo di specie vegetali dell'intero Salento, ed al 29% del numero dell'intera Puglia.

Si tratta di una quota di biodiversità considerevole, che suggerisce l'importante ruolo che ha la Riserva nella salvaguardia delle specie spontanee della regione. Alcune di queste specie risultano essere particolarmente rare a livello regionale e/o nazionale. Otto sono inserite nelle cosiddette liste rosse, che sono elenchi che annoverano le specie considerate a rischio di estinzione su scala regionale o nazionale.

Si tratta delle seguenti specie.

L'aglio viola-scuro (Allium atroviolaceum) è un aglio con infiorescenza sferica a fiori roseo-violacei. In Italia è presente in Abruzzo, Molise, Basilicata e Puglia. È considerato a rischio di estinzione in Puglia con lo status di "specie vulnerabile".

L'erica pugliese (Erica forskalii, o Erica manipuliflora) è un arbusto a piccole foglie e piccoli fiori di colore rosa. È presente in Italia solo in Puglia, dove sono note 13 stazioni localizzate lungo la costa adriatica tra Torre Guaceto e Alimini (Otranto) e presso Gallipoli. È inclusa nelle liste rosse d'Italia e della Puglia con lo status di "specie vulnerabile".

Il giunco di Tommasini (Juncus littoralis) è un giunco di grandi dimensioni, con fusti e foglie pungenti, molto simile al comune giunco pungente (Juncus acutus), da cui si distingue per avere l'infiorescenza con rami più allungati. È inserita nella lista rossa della Puglia con lo status di "specie minacciata".

La granata irsuta (Bassia hirsuta) è una specie annuale, di color grigiastro, che colonizza i suoli stagionalmente inondati, salati e ricchi di detriti organici. È presente con certezza in Italia solo nelle regioni Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Puglia e Sardegna. La sua presenza in Puglia è nota, oltre che per Torre Guaceto, anche per i laghi di Lesina e di Varano, Manfredonia, S. Menaio (Vico del Gargano), Palude della Contessa (Brindisi), Taranto, San Cataldo e Le Cesine (Lecce). È considerata a rischio di estinzione in Italia ed in Puglia con lo status di "specie vulnerabile".

L'ipocisto rosso (Cytinus ruber) è una curiosa specie parassita di color rosso, che cresce alla base del cisto di Creta (Cistus creticus). È presente in diverse regioni dell'Italia Centro-Meridionale, Sicilia e Sardegna. È inserito nella lista rossa della regione Puglia con lo status di "specie vulnerabile".

L'onopordo marchigiano (Onopordum tauricum) ha l'aspetto di un cardo, con infiorescenze a fiori viola avvolte da spine. È presente con certezza in Italia solo nelle Marche, Umbria e Puglia. È inserita nella lista rossa della regione Puglia con lo status di "specie minacciata".

L'orchide palustre (Orchis palustris) è un'orchidea con una grande infiorescenza a fiori rosa che si rinviene in ambienti umidi. La distribuzione della specie in Italia, che comprende complessivamente circa 40 stazioni, appare in forte riduzione. In Puglia è presente, oltre che a Torre Guaceto, a Lesina, Rauccio-Bacino dell'Idume e Le Cesine (Lecce), Laghi Alimini (Otranto), Palude Li Foggi (Gallipoli) e Palude del Conte (Porto Cesareo).

L'orchide palustre è inclusa nelle liste rosse dell'Italia e della Puglia con lo status di "specie minacciata".

Il vilucchio striato (Convolvulus lineatus) è una specie con fusti a base legnosa, foglie biancastre e fiori "a campanella" di colore bianco o rosa pallido. È segnalato con certezza in Italia per il Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia, Campania, Sicilia e Sardegna. In Puglia è documentato per Torre Guaceto, Palude del Capitano (Nardò) e Pulsano. È inserita nella lista rossa della regione Puglia con lo status di "specie minacciata".

Infine, un'altra specie critica è il lino delle fate meridionale (Stipa austroitalica), considerata specie di interesse comunitario ai sensi della Direttiva 92/43/CEE.

Habitat e specie vegetali di interesse comunitario

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La Riserva e l'Area Marina Protetta di Torre Guaceto sono interessate dalla presenza della Zona Speciale di Conservazione (ZSC) denominata "Torre Guaceto e Macchia S. Giovanni" (codice: IT9140005).

Le ZSC costituiscono un sistema di aree geografiche, detto Rete NATURA 2000, sul quale l'Unione Europea concentra gli sforzi per la conservazione degli habitat e delle popolazioni di specie animali e vegetali che caratterizzano la biodiversità europea.

La Rete NATURA 2000 è il risultato dell'applicazione della Direttiva 92/43/CEE, detta Direttiva Habitat. L'istituzione di una ZSC dipende dalla presenza, entro i suoi perimetri, di specie e di tipi di habitat che la Direttiva definisce di interesse comunitario. Tra questi sono inclusi particolari specie e tipi di habitat che rischiano di scomparire nel territorio dell'Unione Europea e, per questo, vengono classificati dalla Direttiva come prioritari.

La ZSC "Torre Guaceto e Macchia S. Giovanni" è interessata dalla presenza di 20 tipi di habitat della Direttiva Habitat, di cui 6 sono prioritari.

Di seguito si riporta l’elenco degli habitat, con il codice Natura 2000 tra parentesi; l’asterisco designa i tipi prioritari.

  • Habitat delle acque marine e degli ambienti a marea:
    • Praterie di Posidonia (Posidonion oceanicae) (1120*)
    • Lagune costiere (1150*) o Scogliere (1170)
  • Habitat delle scogliere marittime e delle spiagge ghiaiose:
    • Vegetazione annua delle linee di deposito marine (1210)
    • Scogliere con vegetazione delle coste mediterranee con Limonium spp. endemici (1240)
  • Habitat delle paludi e dei pascoli inondati:
    • Vegetazione annua pioniera a Salicornia e altre specie delle zone fangose e sabbiose (1310)
    • Pascoli inondati mediterranei (Juncetalia maritimi) (1410)
    • Praterie e fruticeti alofili mediterranei e termo-atlantici (Sarcocornietea fruticosi) (1420)
  • Habitat delle dune marittime:
    • Dune embrionali mobili (2110)
    • Dune mobili del cordone litorale con presenza di Ammophila arenaria (dune bianche) (2120)
    • Dune con prati dei Malcolmietalia (2230)
    • Dune con prati dei Brachypodietalia e vegetazione annua (2240)
    • Dune costiere con Juniperus spp. (2250*)
    • Dune con vegetazione di sclerofille dei Cisto-Lavanduletalia (2260)
  • Habitat delle acque stagnanti:
    • Stagni temporanei mediterranei (3170*)
  • Formazioni erbose secche seminaturali:
    • Percorsi substeppici di graminacee e piante annue dei Thero-Brachypodietea (6220*)
  • Praterie umide seminaturali:
    • Praterie umide mediterranee con piante erbacee alte del Molinio-Holoschoenion (6420)
  • Paludi basse calcaree:
    • Paludi calcaree con Cladium mariscus e specie del Caricion davallianae (7210*)
  • Habitat rocciosi:
    • Grotte non ancora sfruttate a livello turistico (8310)
  • Foreste:
    • Foreste di Quercus ilex e Quercus rotundifolia (9340)

Gli habitat della Direttiva occupano, limitatamente ai perimetri della Riserva, una superficie complessiva di 82 ettari (pari a 7% della superficie dell'intera area protetta).

La specie vegetale prioritaria presente in Riserva è il lino delle fate meridionale (Stipa austroitalica), una graminacea endemica dell'Italia Centro-Meridionale, i cui fiori sono dotati di una lunga e flessuosa resta pelosa.

Articoli scientifici

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T. SCARANO, R. AURIEMMA, G. MASTRONUZZI, P. SANSÒ, L’archeologia del paesaggio costiero e la ricostruzione delle trasformazioni ambientali: gli insediamenti di Torre Santa Sabina e Torre Guaceto (Carovigno, Br), Proceedings of the 2nd International Conference “Monitoraggio costiero Mediterraneo: problematiche e tecniche di misura”, Napoli 4-6 giugno 2008, Firenze 2008, pp. 391-402. https://www.academia.edu/440298/L_archeologia_del_paesaggio_costiero_e_la_ricostruzione_delle_trasformazioni_ambientali_gli_insediamenti_di_Torre_Santa_Sabina_e_Torre_Guaceto_Carovigno_Br_

T. SCARANO, Torre Guaceto (Carovigno, Prov. di Brindisi) - Scogli di Apani (Brindisi), Rivista di Scienze Preistoriche LVIII 2008, Notiziario, Firenze, pp. 429-430.

T. SCARANO, C. PAGLIARA, R. GUGLIELMINO, Torre Guaceto - Scogli di Apani (Prov. Brindisi), Rivista di Scienze Preistoriche LIX 2009, Notiziario, Firenze, pp. 395-397.

T. SCARANO, C. PAGLIARA, R. GUGLIELMINO, Torre Guaceto - Scogli di Apani (Prov. Brindisi), Rivista di Scienze Preistoriche LX 2010, Notiziario, Firenze, pp. 387-388. M. MARAZZI, T. SCARANO, s.v. Torre Guaceto, in: G. Nenci, G. Vallet, Bibliografia topografica della colonizzazione greca nell’Italia meridionale e nelle isole tirreniche, XXI, Pisa-Roma-Napoli 2012, pp. 40-66. https://www.academia.edu/2075621/Torre_Guaceto

T. SCARANO, Torre Guaceto-Scogli di Apani (Carovigno, Prov. di Brindisi), Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, Notiziario di Preistoria e Protostoria 2014 1.III, Scoperte e scavi preistorici in Italia-Anni 2012-2013, Neolitico ed età dei Metalli-Italia Meridionale, pp. 55-57. https://www.academia.edu/9031491/Torre_Guaceto_-_Scogli_di_Apani_Carovigno_Prov._di_Brindisi_

J. DE GROSSI MAZZORIN, I. EPIFANI, T. SCARANO, L’alimentazione in proteine animali nell’insediamento fortificato del Bronzo Medio di Scogli di Apani (Brindisi), preprint paper submitted at the 50th Scientific Conference of the Italian Institute for Prehistory and Protohistory, “Prehistory of food”, Rome (Italy), October 5-9, 2015. https://www.academia.edu/19322173/L_alimentazione_in_proteine_animali_nell_insediamento_fortificato_del_Bronzo_Medio_di_Scogli_di_Apani_Brindisi_

A. CINQUEPALMI, R. GUGLIELMINO, T. SCARANO, L’insediamento dell’età del Bronzo degli Scogli di Apani (Brindisi), in: F. Radina, G. Recchia (eds.), Ambra per Agamennone. Indigeni e Micenei tra Adriatico, Ionio ed Egeo. Catalogue of the Exhibition, Bari 28 maggio 16 ottobre 2010 (Bari 2010), pp. 221-223. https://www.academia.edu/441796/Linsediamento_delletà_del_Bronzo_degli_Scogli_di_Apani_Brindisi_

I. SPADA, F. CESARIA, F. CHIONNA, M. CUCINELLI, T. SCARANO, The Virtual Reconstruction of Torre Guaceto Landscape (Brindisi, Italy), Conservation Science in Cultural Heritage, vol 16, 2016, 277-294. https://www.academia.edu/35137222/The_virtual_reconstruction_of_Torre_Guaceto_landscape_Brindisi_Italy_

T. SCARANO, R. GUGLIELMINO, Le capanne 1 e 2 dell'insediamento protostorico fortificato di Scogli di Apani (Brindisi), in: 8th International Days of Studies on the Elimi Area and the Western Sicily in the Mediterranean framework, "La Citta' e le citta' della Sicilia Antica", December 18-21, 2012 Pisa, Poster. https://www.academia.edu/2309261/Le_capanne_1_e_2_dellinsediamento_protostorico_fortificato_di_Scogli_di_Apani_Brindisi_

T. SCARANO, I. MALORGIO, Scogli di Apani (Br): le piastre da focolare della capanna 2, in: 47th Scientific Conference of the Italian Institute for Prehistory and Protohistory, “Prehistory and Protohistory of Apulia”, Ostuni, Brindisi (Italy), October 9-13, 2012, (Firenze 2017), 971-976. https://www.academia.edu/35060296/Scogli_di_Apani_BR_le_piastre_da_focolare_della_capanna_2

T. SCARANO, R. GUGLIELMINO, L’insediamento fortificato della media età del Bronzo di Scogli di Apani (Br): le campagne di scavo 2008, 2009, 2011, in: 47th Scientific Conference of the Italian Institute for Prehistory and Protohistory, “Prehistory and Protohistory of Apulia”, Ostuni, Brindisi (Italy), October 9-13, 2012, (Firenze 2017), 497-504. https://www.academia.edu/35060292/L_insediamento_fortificato_della_media_età_del_Bronzo_di_Scogli_di_Apani_Brindisi_._Le_campagne_di_scavo_2008_2009_e_2011

T. SCARANO, R. AURIEMMA, C. ALFONSO, Approccio geoarcheologico per la ricostruzione dei paesaggi costieri e delle dinamiche insediative nel Salento del II millennio a.C., in: 47th Scientific Conference of the Italian Institute for Prehistory and Protohistory, “Prehistory and Protohistory of Apulia”, Ostuni, Brindisi (Italy), October 9-13, 2012, (Firenze 2017), 959-964. https://www.academia.edu/35060294/Approccio_geoarcheologico_per_la_ricostruzione_dei_paesaggi_costieri_e_delle_dinamiche_insediative_nel_Salento_del_II_millennio_a.C

G. MASTRONUZZI, F. ANTONIOLI, M. ANZIDEI, R. AURIEMMA, T. SCARANO, C. ALFONSO, Evidence of Relative Sea Level rise along the coast of Apulia (southern Italy) during late Holocene from maritime archeological indicators, Quaternary International 439, 2017, 65-78. https://www.academia.edu/31668006/Evidence_of_relative_sea_level_rise_along_the_coasts_of_central_Apulia_Italy_during_the_late_Holocene_via_maritime_archaeological_indicators

G. MASTRONUZZI, M. MILELLA, A. PISCITELLI, O. SIMONE, G. QUARTA, T. SCARANO, L. CALCAGNILE, I. SPADA, Landscape analysis in Torre Guaceto area (Brindisi) aimed to the reconstruction of the Late Holocene sea level curve, Geografia Fisica e Dinamica Quaternaria, in press.

T. SCARANO, Un antico approdo sulle coste del Salento, Archeo, December 2008, p. 15. T. SCARANO, L’età del Bronzo sugli Scogli di Apani, Archeologia Viva, Jan/Feb 2009, pp. 8-9. T. SCARANO, Antichi Pugliesi a Torre Guaceto, Archeologia Viva, Jan/Feb 2011, pp. 68-72. https://www.academia.edu/470905/Antichi_pugliesi_a_Torre_Guaceto

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