Direttiva 2008/56/CE - azione europea nel campo della politica per l’ambiente marino

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QUAL È LO SCOPO DELLA DIRETTIVA?

La direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino definisce un approccio e obiettivi comuni dell’Unione europea (Unione) per la prevenzione e per la protezione e la conservazione dell’ambiente marino in considerazione delle pressioni e degli impatti delle attività umane dannose, pur consentendone l’uso sostenibile, attraverso un approccio ecosistemico.

PUNTI CHIAVE

La direttiva richiede agli Stati membri dell’Unione quanto segue.

  • Sviluppare strategie per raggiungere un «buono stato ecologico (BSE)»* nel 2020. Le strategie, che si estendono per cicli di oltre sei anni, necessitano di includere misure che proteggano gli ecosistemi marini e garantiscano che le attività economiche connesse all’ambiente marino siano sostenibili.
  • Includere nelle loro strategie:
    • una valutazione dettagliata dello stato dell’ambiente marino e dell’impatto delle attività umane (compresa un’analisi degli aspetti socioeconomici);
    • una definizione di BSE basata su un elenco di 11 descrittori dello stato ecologico per i quali il BSE deve essere raggiunto entro il 2020 (come definito nell’allegato I della direttiva e specificato nella decisione (UE) 2017/848, che contiene una serie di criteri dettagliati e standard metodologici per aiutare gli Stati membri ad attuare la direttiva, in particolare nella determinazione del BSE); e
    • obiettivi ambientali chiari.
  • Predisporre programmi di misure per conseguire un buono stato ecologico. Tali programmi riguardano diversi quadri politici e attività umane per prevenire o mitigare i loro impatti sull’ambiente marino.
  • Elaborare un programma di monitoraggio per misurare e valutare i progressi compiuti verso il raggiungimento degli obiettivi e dei traguardi.
  • Garantire che la Commissione europea valuti se le strategie per l’ambiente marino costituiscono un quadro appropriato per soddisfare i requisiti della direttiva e fornisca orientamenti in merito. Se taluni obiettivi non vengono soddisfatti, lo Stato membro deve fornire una spiegazione sulle motivazioni. Se necessario, gli Stati membri possono applicare alcune eccezioni.

La direttiva prevede inoltre quanto segue.

  • Sottolinea la necessità per gli Stati membri di cooperare con i propri vicini all’interno delle quattro regioni marine (Atlantico nord orientale, Baltico, Mediterraneo e Mar Nero), in particolare nello stabilire e attuare le proprie strategie in ambito marino. Alcune di queste regioni sono ulteriormente suddivise in sottoregioni. L’utilizzo di strutture di gestione già esistenti, quali le convenzioni marittime regionali, costituisce pertanto un elemento importante che gli Stati membri devono tenere in considerazione.
  • Riconosce l’importanza delle misure di protezione spaziale per l’ambiente marino, contribuendo alla creazione di una rete di aree marine protette.

Riesame

Entro il 2023 la Commissione riesamina la direttiva in seguito a una valutazione e una analisi dell’impatto. Ove appropriato, possono essere proposte modifiche.

Modifiche alla quadro sulla strategia per l’ambiente marino

La direttiva (UE) 2017/845 modifica la direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino, sostituendo l’allegato III che contiene gli Elenchi indicativi degli elementi da tenere in considerazione nella preparazione di strategie per l’ambiente marino. Lo scopo della modifica è quello di collegare meglio i componenti dell’ecosistema, le pressioni antropogeniche* e agli impatti sull’ambiente marino con gli undici descrittori della direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino e con la decisione (UE) 2017/848 della Commissione sul BSE delle acque marine (di cui sopra).

Collegamento tra la direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino e altre disposizioni dell’UE.

La direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino si basa sulla legislazione dell’UE esistente e riguarda elementi specifici dell’ambiente marino non affrontati in altre politiche, come la direttiva quadro sulle acque (direttiva 2000/60/EC, si veda la sintesi), la direttiva sugli habitat (direttiva 92/43/CEE, si veda la sintesi), la direttiva uccelli (direttiva 2009/147/CE, si veda la sintesi) e, infine, il regolamento (UE) n. 1380/2013 relativo alla politica comune sulla pesca (si veda la sintesi), che hanno tra i loro obiettivi legislativi quello di contribuire al raggiungimento del BSE in conformità con la direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino.

SVILUPPI RECENTI

  • Nel luglio 2021 la Commissione ha avviato una consultazione pubblica per raccogliere informazioni, opinioni e idee delle parti coinvolte e interessate dalla direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino. La consultazione è aperta fino al 21 ottobre 2021.
  • Nel 2020 la Commissione ha adottato una relazione sul primo ciclo di attuazione della direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino. Sebbene il sistema di protezione dell’ambiente marino dell’Unione sia uno dei più sofisticati a livello mondiale, la relazione conclude che deve essere migliorato per garantire che possa rispondere a questioni quali la pesca eccessiva e pratiche di pesca non sostenibili, rifiuti di plastica, eccesso di nutrienti, rumore subacqueo e altri tipi di inquinamento.
  • L’esperienza dell’Unione nello sviluppo di un approccio sostenibile alla gestione degli oceani attraverso la direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino è stata considerata come un importante contributo alla visione della Commissione sulla governance degli oceani nel 2016.
  • Nel 2015, la Commissione ha riportato progressi significativi nell’istituzione di aree marine protette nei mari dell’Unione, con benefici per l’economia e l’ambiente. Nell’ambito della convenzione sulla diversità biologica delle Nazioni Unite, l’Unione si è impegnata a garantire la conservazione del 10 % delle proprie aree costiere e marine entro il 2020.
  • Nel 2014, 2017 and 2018 la Commissione ha riesaminato i passi compiuti dagli Stati membri nell’attuazione della direttiva durante i primi cicli di attuazione.
  • La direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino fornisce orientamenti per l’attuazione della direttiva 2014/89/UE sui piani di gestione dello spazio marittimo (si veda la sintesi) adottata nel 2014. Quest’ultima fa parte della politica marittima integrata, che è volta all’attuazione di una gestione ottimale degli oceani e alla governance marittima.

A PARTIRE DA QUANDO SI APPLICA LA DIRETTIVA?

La direttiva è in vigore dal 15 luglio 2008 e doveva diventare legge negli Stati membri entro il 15 luglio 2010.

CONTESTO

Per ulteriori informazioni, si veda:

TERMINI CHIAVE

Buono stato ecologico. Ciò indica mari e oceani che preservano la diversità ecologica e la vitalità e che siano puliti, sani e produttivi. Lo scopo è quello di garantire che l’ambiente marino sia salvaguardato per le generazioni attuali e future.
Pressioni antropogeniche. Si riferiscono al cambiamento ambientale causato o influenzato dalle persone, direttamente o indirettamente.

DOCUMENTO PRINCIPALE

Direttiva 2008/56/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 giugno 2008, che istituisce un quadro per l’azione comunitaria nel campo della politica per l’ambiente marino (direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino) (GU L 164 del 25.6.2008, pag. 19).

Le successive modifiche alla direttiva 2008/56/CE sono state incorporate nel testo originale. La versione consolidata ha esclusivamente valore documentale.

DOCUMENTI CORRELATI

  • Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sull’attuazione della direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino (direttiva 2008/56/CE) [COM(2020) 259 final, del 25.6.2020].
  • Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio: Valutazione dei programmi di misure condotti dagli Stati membri a norma della direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino [COM(2018) 562 final, del 31.7.2018].
  • Decisione (UE) 2017/848 della Commissione, del 17 maggio 2017, che definisce i criteri e le norme metodologiche relativi al buono stato ecologico delle acque marine nonché le specifiche e i metodi standardizzati di monitoraggio e valutazione, e che abroga la decisione 2010/477/UE (GU L 125 del 18.5.2017, pag. 43).
  • Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio: Valutazione dei programmi di monitoraggio condotti dagli Stati membri a norma della direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino [COM(2017) 3 final, del 16.1.2017].
  • Comunicazione congiunta al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Governance internazionale degli oceani: un’agenda per il futuro dei nostri oceani [JOIN(2016) 49 final, del 10.11.2016].
  • Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sui progressi realizzati nella messa a punto di zone marine protette (a norma dell’articolo 21 della direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino 2008/56/CE) [COM(2015) 481 final, dell’1.10.2015].
  • Direttiva 2014/89/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 2014, che istituisce un quadro per la pianificazione dello spazio marittimo (GU L 257 del 28.8.2014, pag. 135).
  • Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni: L’innovazione nell’economia blu: realizzare il potenziale di crescita e di occupazione dei nostri mari e dei nostri oceani, [COM(2014) 254 final/2, del 13.5.2014].
  • Relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo: la prima fase dell’attuazione della direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino (2008/56/CE) - La valutazione e gli orientamenti della Commissione europea [COM(2014) 97 final del 20.2.2014].
  • Regolamento (UE) 1380/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 dicembre 2013, relativo alla politica comune della pesca, che modifica i regolamenti (CE) 1954/2003 e (CE) 1224/2009 del Consiglio e che abroga i regolamenti (CE) 2371/2002 e (CE) 639/2004 del Consiglio, nonché la decisione 2004/585/CE del Consiglio (GU L 354 del 28.12.2013, pag. 22).
  • Si veda la versione consolidata.