L'iniziativa, organizzata da WWF Italia e dal Consorzio di Gestione di Torre Guaceto nell'ambito del progetto ReMaRe – Recupero Marino e Costiero per Comunità Resilienti, ha visto la partecipazione delle Leghe Navali di Marina di Torre Santa Sabina, San Vito dei Normanni e Brindisi, e WWF Brindisi, insieme ai diving center La Boa e Scuba Family, impegnati nelle attività di individuazione e rimozione dei rifiuti sommersi.
L'azione ha coinvolto cittadini, associazioni, operatori del territorio e volontari accomunati dall'obiettivo di contribuire concretamente alla tutela del Mediterraneo, uno degli ecosistemi più ricchi di biodiversità, ma anche tra i più esposti all'impatto delle attività umane.
I risultati della pulizia
Nel corso dell’evento sono stati raccolti 300 chili di materiale, analizzati in questi ultimi due giorni. Testimonianza di come l'abbandono dei rifiuti e la dispersione della plastica continuino a rappresentare una delle principali minacce per gli ecosistemi marini e costieri.
Tra i rifiuti raccolti: boe, cassette di polistirolo e un fusto metallico. Durante la pulizia è stata anche liberata una tartaruga spiaggiata, soccorsa e curata dal Consorzio di Gestione di Torre Guaceto presso il proprio centro recupero tartarughe marine .
L'impegno di ogni singola persona fa la differenza nella protezione del mare. Giornate come questa dimostrano quanto sia importante unire istituzioni, associazioni, operatori e cittadini in un'azione concreta per la tutela del Mediterraneo.
La giornata di pulizia ha anche contribuito ad Adopt a Beach – Adotta una spiaggia, l’iniziativa nazionale promossa dal WWF e sostenuta da Mediafriends per coinvolgere cittadini e comunità nella tutela del mare e delle coste italiane. La campagna è promossa per tutta l’estate sui canali del Gruppo Mediaset e sui social con R101 come radio ufficiale dell’iniziativa.
La plastica sta soffocando il nostro mare
L’inquinamento da plastica sta soffocando gli ecosistemi, minacciando fauna, habitat e attività economiche legate al mare.
Nel Mar Mediterraneo, culla di civiltà e straordinario patrimonio ambientale, la plastica rappresenta il 95% dei rifiuti in mare aperto, sui fondali e sulle spiagge. Ogni anno nel mondo vengono prodotte oltre 450 milioni di tonnellate di plastica, circa 8 milioni delle quali finiscono negli oceani, con effetti documentati su centinaia di specie marine.
Salvaguardare e rigenerare coste e mare significa proteggere gli ecosistemi e generare valore concreto per le comunità. Un beneficio che non riguarda soltanto il futuro, ma che produce effetti positivi già nel presente.
Il progetto ReMaRe
Il progetto ReMaRe – Recupero Marino e Costiero per Comunità Resilienti nasce proprio da questa visione: rigenerare habitat preziosi e vulnerabili dell'Adriatico meridionale, come le praterie di Posidonia oceanica, il coralligeno e le dune costiere, attraverso la collaborazione tra ricerca scientifica, istituzioni e comunità locali. Un percorso partecipato che punta a restituire salute al mare e nuove opportunità di sviluppo sostenibile ai territori che lo vivono ogni giorno.