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03 apr 2015

Il modello concettuale



La strategia gestionale dell'AMP di Torre Guaceto si basa sull'applicazione di un modello concettuale derivato da quanto elaborato dal Conservation Measures Partnership . Tale standard è stato scelto dal MATTM per definire un approccio alla gestione standardizzato, perché l'eterogeneità geografica e politica del sistema delle AMP italiane ha determinato l’esistenza di piani di gestione peculiari per ogni area, difficilmente confrontabili, fondamentalmente diversi.

La definizione di uno standard gestionale permette di sviluppare entro il 2020 un network di AMP efficacemente gestite ed ecologicamente rappresentative in Italia, così come richiesto dalla Convenzione sulla Biodiversità.

Il modello concettuale permette di raccontare in maniera visiva, attraverso l'utilizzo di forme geometriche e colori standard, la strategia gestionale dell'AMP, descrivendo cosa protegge, le minacce presenti e come interferiscono, le strategie ed azioni elaborate per ridurre gli impatti antropici.

Punto di partenza del piano di gestione sono i target chiave di conservazione (KT o key target) che rappresentano i valori presenti da proteggere; questi possono essere specie animali o vegetali, habitat, servizi ecosistemici, comunità, singolarità geomorfologiche, unità di paesaggio, ma anche elementi sociali e culturali. Tali target, per la loro importanza, sono scelti dal gestore attraverso un'analisi multicriteria, basata sia su elementi oggettivi e scientifici, sia su una valutazione qualitativa o di percezione dell'importanza degli stessi. Per ogni target viene individuato un obiettivo di conservazione che rappresenta lo stato desiderato per il target al termine della programmazione a medio/lungo termine. Tale obiettivo deve essere espresso in termini quantitativi (es. Aumento del n% della superficie) per meglio verificare il raggiungimento di quanto previsto.

Il numero di target deve essere sempre minore di dieci, per permettere al gestore di concentrare le proprie risorse umane e finanziarie e aumentarne l'efficacia e l'effetto. Per tale motivo momento importante nella definizione del modello concettuale è la scelta dei target e il loro eventuale raggruppamento in cluster più grandi, per mantenerne il numero al di sotto della soglia sopra enunciata. Ciascun target, perciò, conterrà riferimenti alla lista di habitat, flora e fauna caratterizzante lo stesso, con particolare riferimento all'appartenenza a elenchi speciali (habitat prioritari e comunitari e specie in allegato II secondo la direttiva Habitat 92/43, lista rossa IUCN, etc....).

Su ciascun target operano diverse minacce; tali minacce sono individuate nel modello concettuale e  le interazioni con i target sono descritte con delle frecce. Anche in questo caso le minacce vanno clusterizzate per permettere una visione chiara del modello. Ciascuna minaccia viene descritta in termini generali, e per ciascun target viene descritta l'interferenza, valutata secondo un approccio qualitativo, dando un valore tra questi tre (0 - 0,5 - 1) alle seguenti caratteristiche:

  • Assenza di specifiche regolamentazioni;
  • Intensità dell'impatto;
  • Estensione dell'impatto;
  • Frequenza dell'impatto;
  • Durata degli effetti;
  • Sensibilità ecologica.

La somma delle valutazioni dà un valore di significatività, che permette di individuare le minacce maggiormente incidenti.

Insieme alle minacce, sono individuati i fattori contribuenti che rappresentano i contesti da cui originano le minacce, e sui quali la capacità di intervento da parte del gestore è ridotta,  poiché diventano necessarie politiche intraprese a livelli superiori (es. cambiamenti climatici, specie aliene, etc...).

Attraverso strategie ed azioni il soggetto gestore interviene sulle minacce per il raggiungimento degli obiettivi di conservazione fissati. Le strategie sono valutate attraverso una matrice che ne determinano la fattibilità e l'efficacia. L'applicazione di questo modello concettuale permette di associare in maniera chiara e lineare le strategie in atto con gli obiettivi di conservazione che sono la mission del soggetto gestore.

Tutto il modello concettuale è valutato  mediante un piano di monitoraggio che, attraverso indicatori di classificazione diversa (biofisici, socioeconomici, governance, descrittivi, performance e efficacia), permette al soggetto gestore di valutare la propria azione.

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