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25 lug 2011

STEPPE SALATE MEDITERRANEE CODICE NATURA 2000: 1510



DESCRIZIONE DELL’HABITAT
L’habitat steppe salate mediterranee, in base a Interpretation manual of European Union habitats EUR15 (C.E.E., 1999), è dato da: “associazioni costiere mediterranee, proprie delle depressioni caratterizzate da elevata salinità, ricche di piante perenni (Limonium spp. o Lygeum spartum), su suoli temporaneamente invasi, ma non inondati, dall’acqua salata, esposti ad aridità estiva estrema, che comporta la formazione di affioramenti di sale”. I sintaxa caratteristici sono: Limonietalia, Arthrocnemetalia (=Sarcocornietalia fruticosae), Thero-Salicornietalia e Saginetalia maritimae.
L’indagine svolta dalla Società Botanica Italiana ha permesso di riconoscere tale habitat in 119 località in Italia, delle quali 28 nell’Adriatico settentrionale, 2 nel centrale e 13 in quello meridionale. Lungo le coste joniche peninsulari sono state censite 13 località mentre su quelle tirreniche ne sono state riconosciute 21. Sempre 21 ne sono state censite sulle coste siciliane e su quelle sarde. Nelle Puglie si hanno importanti siti costieri nel settore settentrionale del Gargano, nei laghi di Lesina e Varano, con estese superfici occupate dall’associazione Puccinellio festuciformis-Sarcocornietum fruticosae mentre più rara è l’associazione Puccinellio festuciformis-Sarcocornietum deflexae. Nelle radure della prima associazione si rinviene un aggruppamento a Limonium serotinum e L. virgatum riferibili all’ordine Limonietalia. Interessanti siti con vegetazione alofita sono presenti anche a sud del promontorio del Gargano nelle località Frattarolo, Daunia Risi – S. Floriano e Margherita di Savoia nei quali dominano le formazioni a Sarcocornia fruticosae dell’associazione Puccinellio festuciformis – Sarcocornietum fruticosae. Questa associazione si presenta ampiamente distribuita anche nel settore meridionale della regione ed in particolare nel tratto jonico dove sono presenti i due siti più importanti: mar Piccolo di Taranto e lago di Salinella alla foce del fiume Bradano. Le associazioni individuate sono il Puccinellio convolutae – Arthrocnemetum macrostachyi e il Puccinellio festuciformis - Sarcocornietum fruticosae oltre all’associazione Halimonio – Suadetum verae diffusa nel margine delle vasche. Nelle aree con acque meno ricche in cloruri e soggette a minore aridità estiva si sviluppa un giuncheto a Juncus maritimus dell’associazione Puccinellio festuciformis – Juncetum marittima.
L’ecologia delle diverse comunità presenti nei siti in cui l’habitat è distribuito è regolata prevalentemente dalle caratteristiche del substrato e dalla concentrazione dei sali in esso presenti. I terreni sui quali le comunità si sviluppano sono sabbiosi – limosi, talora con elevate concentrazioni di argille. La variazione tessiturale favorisce una comunità rispetto ad un’altra. Estremamente importante è la caratteristica morfologica del terreno in quanto ad una microvariazione altitudinale corrispondono significative variazioni della concentrazione salina. La salinità è un fattore ecologico limitante tanto più se si considera che questa varia notevolmente nel corso dell’anno. Le salicornie perenni si trovano a vivere sommerse in acque con basse concentrazioni di salinità durante tutto il periodo invernale, nel quale è considerevole l’apporto di acqua dolce e con concentrazioni di sali che triplicano nel periodo estivo durante il quale il terreno risulta completamente asciutto con affioramenti di sale. Si comprende quindi che le piante che vivono nelle praterie salate sono organismi particolarmente adattati che riescono a sopportare grandi variazioni del mezzo in rapporto alla condizione del bilancio idrico dell’intero ecosistema. Sono organismi quindi al limite delle possibilità biologiche ed è per questo che le comunità in cui vivono sono quasi sempre costituite da pochissime specie.
CORRISPONDENZE CON LA CARTA DELLA VEGETAZIONE E DELL’USO DEL SUOLO
L’habitat delle steppe salate corrisponde alle classi dei prati alo-psammofili, della vegetazione alofila ad Arthrocnemum macrostachyum ed ai prati alo-psammofili con intercalate unità vegetazionali della classe Sarcocornietea fruticosae della “Carta della vegetazione e dell’uso del suolo”.
DISTRIBUZIONE ALL’INTERNO DELLA RISERVA
L’habitat delle steppe salate ha una copertura complessiva di circa 1 ha. Sono presenti solo 4 piccole aree nello spazio retrodunale lungo l’arenile di Punta Penna Grossa, in parte ricadenti al di fuori dei confini della riserva.
STATO DI CONSERVAZIONE
Tale habitat è quello meno rappresentato, dal punto di vista della copertura, all’interno della riserva. Solo 3 piccole aree, la maggiore delle quali ha una superficie di 1500 m2, sono classificate come steppe salate. Esse sono tutte poste in prossimità del litorale sabbioso di Punta Penna Grossa. I valori di frammentazione sono piuttosto elevati.
L’indice di diversità I è il più elevato rispetto agli altri habitat, data soprattutto la scarsa superficie occupata dall’habitat. E’ presente una specie ritenuta alloctona (Aster squamatus). Una specie, cioè Orchis palustris, è considerata a rischio di estinzione in Italia con lo stato di “specie minacciata” (SCOPPOLA e SPAMPINATO, 2005).
Le due aree presenti nel retroduna del litorale ad est di Punta Penna Grossa, vanno interpretate verosimilmente come di recente formazione, poiché sono localizzate su una superficie topografica sottoposta ad attività di cava tra gli anni 1967 e 1974 (BECCARISI et al., 2004).
Sono aree tutte relativamente prossime alla viabilità stradale o sentieristica (S = 11 m) e quindi suscettibili del disturbo antropico diretto. Una possibile minaccia, che andrebbe presa in considerazione in un programma di monitoraggio, è rappresentata dall’interramento naturale della superficie a causa della deposizione di materiale sabbioso proveniente dal cordone dunale. Occorre considerare che le comunità biologiche (schoeno-plantagineti e salicornieti) presenti nell’habitat sono naturalmente legate a variazioni stagionali del contenuto idrico del suolo. Pertanto ogni modificazione di questo parametro ambientale avrebbe il suo effetto negativo in termini di garanzia di conservazione dell’habitat e delle comunità in esso presenti.
MINACCE
I nuclei presenti all’interno della riserva presentano particolari minacce legate alla frequentazione turistica.
I nuclei presenti all’esterno della riserva, posti lungo l’asse viario che collega la SS379 al Molo di Punta Penna Grossa presenta minacce legate alla conduzione agronomica ed alla viabilità stradale.
L’habitat costituisce un’area “critica” in quanto inclusa nella classe di gravità estrema relativamente al rischio di incendio, che presenta i valori più alti di velocità di avanzamento e di intensità lineare.


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