Consorzio di gestione di Torre Guaceto

Consorzio di Gestione di Torre Guaceto

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    La torre aragonese

    Al Gawsit, Guaceto, il luogo dell’acqua dolce. Qui dove le antiche popolazioni trovavano la vita e partivano per irradiare le ricchezze della terra in tutto il Mediterraneo, ancora oggi,  la torre aragonese custodisce e protegge la Riserva Naturale dello Stato e Area Marina Protetta della quale è il simbolo.

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    Area umida

    Creati dalla natura, distrutti dall’uomo, nutriti ed ampliati grazie ad una governance mirata, i chiari d’acqua sono fonte di vita e di salvezza, la baia sicura per le popolazioni migranti del cielo che qui trovano un luogo protetto in cui poter mettere al mondo i piccoli e riposare prima di riprendere il viaggio per la vita.

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    Centro Recupero “Luigi Cantoro”

    Troppo deboli per sopravvivere al mare, minacciate dall’uomo e dalle sue insidie, le tartarughe marine trovano la salvezza al Centro Recupero “Luigi Cantoro”, luogo di protezione e di rinascita, nel quale gli animali possono riprendere le forze prima di tornare alla vita vera, quella di esseri liberi.

  Registrazione EMASIII

La registrazione EMAS

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Fin dalla sua nascita, il Consorzio di Gestione di Torre Guaceto ha quale mission la conservazione e la protezione dell’ambiente e delle sue risorse, ma allo stesso tempo l’offerta di un’opportunità di sviluppo alla comunità locale. Sulla scia dell’impegno profuso in tal senso, il regolamento CE 761/01 EMAS II, come aggiornato dal Reg. CE n.1221/09, fornisce uno strumento riconosciuto per migliorare l’efficacia della gestione dell’Area Marina Protetta, per aumentare la visibilità nell’ambito del turismo sostenibile, per la conservazione del patrimonio ambientale e culturale, oltreché per la promozione dello sviluppo sostenibile. La qualità di governance della Riserva e, quindi, una verifica approfondita dell’operatività dell’ente e della sua attività di pianificazione ha consentito il conseguimento della registrazione EMAS II della stessa. Elemento che costituisce un’ulteriore garanzia del corretto operato del Parco nei confronti dell’ambiente, per uno sviluppo sostenibile del territorio. La Dichiarazione Ambientale, inoltre, permette di rendere pubblica l’informazione circa le prestazioni ambientali del soggetto gestore, consente il coinvolgimento del pubblico, e stimola la partecipazione dei dipendenti della organizzazione al costante miglioramento delle pratiche attuate con lo scopo del raggiungimento delle finalità del Parco.

L’Organizzazione ha adeguato nel 2020 il SGA rispetto alla nuova norma UNI EN ISO 14001:2015 e al Reg. UE 1221/09 come modificato dal Reg. UE 1505/17. La Dichiarazione Ambientale tiene conto delle modifiche intervenute con il REG. UE 2018/2026, che ha aggiornato gli “Indicatori chiave di prestazione ambientale” nell’All. IV del Reg. EMAS III.

Lo scenario ambientale

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Il tratto di litorale che delimita l’Area Marina Protetta è caratterizzato da una linea di costa molto varia. In corrispondenza del lato meridionale della Torre, infatti, questa è lineare e costituita prevalentemente da una falesia argillosa. Sul lato settentrionale della Torre, invece, è caratterizzata da una piccola falesia rocciosa con contorni frastagliati che formano una serie di piccole insenature. Nel tratto successivo, continuando verso Punta Penna Grossa, la costa diventa bassa e sabbiosa. Strettamente legata all’AMP è la Riserva Naturale dello Stato che si estende per circa 1.200 ettari ed è caratterizzata da vari ecosistemi, quali la macchia mediterranea, il sistema dunale e la zona umida che conferiscono all’area un elevato valore naturalistico.

La riserva terrestre comprende anche una zona umida estesa per circa 200 ettari e riconosciuta nel 1981 quale zona d’interesse internazionale, ai sensi della Convenzione di Ramsar del 1971. E’ inoltre presente un’area archeologica che testimonia la presenza umana nell’area sin dall’età del Bronzo. Attualmente il sistema agricolo occupa il 77% della superficie totale della riserva ed è caratterizzato da un’interessante diversità colturale. L’Area Marina Protetta di Torre Guaceto è stata inserita nel protocollo “Aree specialmente protette di importanza mediterranea”.

Questo risultato è frutto della candidatura al RAC/SPA, organismo di gestione del programma “Mediterranean Action Plan”, protocollo tecnico previsto dalla Convenzione di Barcellona, strumento giuridico del Piano d’Azione alla quale aderiscono 17 Stati e organismi internazionali. Essa sancisce il dovere degli Stati di provvedere alla protezione, alla conservazione e alla gestione sostenibile delle aree di particolare valore del Mediterraneo. Questo prestigioso riconoscimento individua Torre Guaceto quale area idonea a rappresentare il patrimonio di biodiversità nel Mediterraneo e conferma l’importanza della tutela dei delicati habitat marini presenti nell’AMP. Per maggiori informazioni: http://www.rac-spa.org/

Gli indicatori ambientali

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Il Consorzio di Gestione dell’AMP in relazione alle pressioni identificate e determinati gli impatti sull’AMP ha definito obiettivi, piani di miglioramento e indicatori di gestione.

L’applicazione del modello ISEA ha comportato la definizione di un piano di monitoraggio composto da set di indicatori catalogati secondo la tipologia di oggetto della misurazione (indicatori biofisici, socio-economici e di governance) e di risposta ottenuta (descrittivi, performance e efficacia).

Ogni elemento del modello concettuale (target di biodiversità, minaccia, strategia/azione) è analizzata e monitorata, attraverso tali indicatori. In questo modo si ha la possibilità di valutare costantemente le variazioni della significatività degli aspetti ambientali. In ogni target è inoltre definito uno specifico indicatore di traguardo finalizzato a misurare il raggiungimento dello stesso.

Gli obiettivi qualificati come prioritari per il Consorzio, in relazione al livello di significatività delle pressioni identificate sono dettagliati nel Capitolo 5 - Obiettivi e programmi ambientali della Dichiarazione Ambientale 2020.

Vista la particolare natura dell’organizzazione registrata e considerate le modifiche intervenute con il REG. UE 2018/2026, che ha aggiornato gli “Indicatori chiave di prestazione ambientale” nell’All. IV del Reg. EMAS III, precisando che l’organizzazione può valutare la pertinenza degli indicatori nel contesto dei propri aspetti e impatti ambientali significativi e se ritiene che uno o più indicatori chiave non siano correlati ai propri aspetti e impatti ambientali significativi, può non riferire in merito ai predetti indicatori chiave.

Visto l’inserimento fra gli indicatori di quello relativo all' ”uso del suolo in relazione alla biodiversità”, si è ritenuto di anticipare l’applicazione delle nuove regole comunitarie sin dall'aggiornamento 2019 della DA e di valorizzare l’indicatore chiave dell’ ”uso del suolo in relazione alla biodiversità” diversamente da quelli relativi a consumi energetici (esercizio delle attività amministrative e di fruizione uffici) e produzione rifiuti (utilizzo servizi igienici in area attrezzata) che risultano avere sia un valore di significatività sia un rischio basso oltre che un’assenza di incidenza positiva nella gestione dell’AMP.

Pertanto, in accordo con quanto definito nel Regolamento EMAS III come modificato, l’aggiornamento dei dati ambientali si concentra da quest’anno sull'indicatore chiave relativo all’ ”uso del suolo in relazione alla biodiversità”, rimandando al piano di monitoraggio la valutazione dello stato di conservazione degli ambienti e specie naturali presenti nell’AMP e dell’incidenza delle minacce sugli stessi.

Come previsto dal regolamento gli indicatori chiave si compongono di due dati: un dato A che indica consumo/produzione totali annui in un settore definito; un dato B che indica un valore annuo di riferimento che rappresenta le attività dell'organizzazione. Per quanto riguarda il dato A, nel caso di specie, corrisponde alle forme di uso del suolo in relazione alla biodiversità, espresso in unità di superficie. Mentre per quanto riguarda il dato B, è un valore che consente una corretta descrizione delle prestazioni ambientali dell'organizzazione, tenendo conto delle specificità e delle attività dell'organizzazione. Il dato A registra i seguenti valori:

Ai fini della determinazione degli indicatori chiave, si terrà conto, quale dato A, solo del valore della superficie totale orientata alla natura nel sito, in considerazione della sensibilità della stessa alle pressioni e vista la specificità dell’Organizzazione registrata. Il dato B è composto da quattro valori relativi e direttamente correlati alle principali minacce:

I valori registrati per il dato B, relativamente agli anni 2016, 2017, 2018, 2019 e il primo semestre 2020 sono i seguenti:

Gli indicatori chiave R, pertanto, sono dati dal rapporto tra superficie totale orientata alla natura nel sito (A) e i valori relativi al dato B sopra riportati:

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