Consorzio di gestione di Torre Guaceto

Consorzio di Gestione di Torre Guaceto

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    La torre aragonese

    Al Gawsit, Guaceto, il luogo dell’acqua dolce. Qui dove le antiche popolazioni trovavano la vita e partivano per irradiare le ricchezze della terra in tutto il Mediterraneo, ancora oggi,  la torre aragonese custodisce e protegge la Riserva Naturale dello Stato e Area Marina Protetta della quale è il simbolo.

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    Area umida

    Creati dalla natura, distrutti dall’uomo, nutriti ed ampliati grazie ad una governance mirata, i chiari d’acqua sono fonte di vita e di salvezza, la baia sicura per le popolazioni migranti del cielo che qui trovano un luogo protetto in cui poter mettere al mondo i piccoli e riposare prima di riprendere il viaggio per la vita.

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    Centro Recupero “Luigi Cantoro”

    Troppo deboli per sopravvivere al mare, minacciate dall’uomo e dalle sue insidie, le tartarughe marine trovano la salvezza al Centro Recupero “Luigi Cantoro”, luogo di protezione e di rinascita, nel quale gli animali possono riprendere le forze prima di tornare alla vita vera, quella di esseri liberi.

I Sapori della Riserva

Il paniere della Riserva

 La Riserva Naturale dello Stato di Torre Guaceto si estende per una superficie di 1.114 ettari, di cui 864 (il 77%)   sono occupati da coltivazioni agrarie. Ciò evidenzia come sia rilevante la vocazione agricola dell’area protetta. Alla   nascita del Consorzio di Gestione, nel 2001, la percentuale di agricoltura biologica nell’area era pari a zero. Per   questo motivo, l’ente ha messo a punto un sistema premiante affinché i coltivatori si convertissero alla pratica   sostenibile. E’ nato così il progetto ORO DEL PARCO che prevede l’assegnazione di un marchio a chi produce   all’interno dei terreni agricoli della Riserva utilizzando il metodo biologico. Questo ha innescato comportamenti   virtuosi nell’adozione di metodi di produzione e trasformazioni eco compatibili con un minore impatto ambientale,   un miglioramento qualitativo del prodotto, garanzia di tracciabilità del prodotto finale con indicazione dei   produttori e trasformatori coinvolti, una maggiore remunerazione del prodotto rispetto ai prezzi di mercato. Il   progetto vuole dimostrare agli altri agricoltori, in maniera chiara ed inequivocabile, che produrre nel rispetto delle   risorse ambientali all'interno di un'area protetta è conveniente per la salute, l'economia, l'ambiente e la qualità   della vita. Attualmente la percentuale di coltivazioni bio presenti nell’area protetta è pari al 30% rispetto al totale.   In questi terreni crescono numerose coltivazioni, tra le più note ci sono la vigna, una delle poche che si   annoverano nello scenario bio italiano, gli ulivi che regalano l’olio extravergine ed il pomodoro Fiaschetto.   Occupando la superfice maggiore delle aree coltivate all’interno della Riserva, gli oliveti storici di Torre Guaceto   caratterizzano una superficie di 260 ettari e ricadono in un’area omogenea e ben definita, corrispondente alle   ultime pendici della zona collinare murgiana. Le piante secolari di ulivo presenti in Riserva appartengono alla   varietà Ogliarola Salentina e Cellina di Nardò. L’area, invece, ricade nel comprensorio dell’olio extravergine di   oliva “DOP Collina di Brindisi”. I motivi che esaltano la qualità dell’olio bio qui prodotto vanno attribuiti alle varietà   coltivate, al clima ideale, e alla struttura del terreno collinare e calcareo, tipicità che consentono di ricavare un   prodotto a bassissimo grado di acidità.

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