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Esplora la riserva/Riserva Terrestre/sistema agricolo

La Riserva naturale di Torre Guaceto è estesa 1.114 ettari dei quali 716 ettari ricadenti nel Comune di Carovigno e 398 ettari nel Comune di Brindisi.
L'area ha subito dagli anni ’50 ad oggi una profonda evoluzione in quanto la zona è stata interessata dalla Riforma Fondiaria attraverso gli appoderamenti assegnati e l'assegnazione alle famiglie contadine, ai successivi frazionamenti ed al livello di affrancamento della proprietà fondiaria dall'Ente Riforma, che sino ad oggi ha raggiunto circa l’80%.
Gli oliveti secolari interessano il solo agro di Carovigno, insistono in una fascia ben precisa, delimitata dalla linea ferrata sulle ultime pendici della zona collinare, a monte della Macchia S. Giovanni. Essi sono estesi circa ha 260 (pari 1/4 della superficie dell’intera Riserva). Oltre all’oliveto secolare, nella Riserva è presente un’altra area di circa 80 ha (7% della superficie della intera area protetta) ubicata nel solo agro di Brindisi dove è dominante la consociazione olivo-mandorlo-seminativo con giovani piante di olivo. Nelle colture promiscue si segnala la presenza diffusa di “frutti minori”, tra cui fioroni, varietà locali di pera, fichi, percochi, gelsi, fichi d’india e melograni, coltivati per lo più per l’autoconsumo familiare. La quasi totalità delle aziende agricole risultano irrigue. I vigneti presenti nella Riserva, attualmente sono solo 3 e risalgono a circa 50 anni addietro, impiantati con l’assegnazione dei lotti da parte dell’ERSAP. Circa il 50 % della superficie complessiva della Riserva è rappresentata da seminativi, che insieme all’oliveto secolare costituiscono l'elemento rappresentativo del paesaggio agrario a monte della S.S. 379.
In tali zone sono rispettate le rotazioni tra le diverse colture con alternanza di ortaggi, cereali e leguminose.
Le siepi frangivento

Molti sono le particelle che presentano lungo i confini siepi frangivento con piante ad alto fusto per l'elevata esposizione della zona ai venti marini. Le specie più diffuse sono cipressi ed eucalipti, impiantati in seguito all’assegnazione dei lotti con la Riforma Fondiaria. Di notevole importanza storico-naturalistica è un vialone alberato che dal Castello di Serranova giunge alla baia di Torre Guaceto, attualmente sbarrata dalla SS. 379. Lungo il suddetto viale sopravvive un frangivento composto dalla macchia originaria dell’area, con enormi esemplari di olivastro, leccio, lentisco alaterno e fillirea.
Tale fascia relittuale, testimonia la presenza di una fitta vegetazione a macchia che copriva l’area a monte della SS 379. A seguito delle assegnazioni da parte dell’Ente Riforma, le imponenti opere di disboscamento (cosiddetti interventi di “bonifica”). Trasformarono l’intera zona denominata “Macchia S. Giovanni” oggi individuata da 10 poderi, estesi circa 10 ha ciascuno.

Ultimo aggiornamento 10/01/2008 11.16.57

 

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