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Esplora la riserva/Riserva Marina

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Per cominciare a parlare dell’ambiente marino, introduciamo due concetti importanti: la profondità e la temperatura. La profondità influenza le condizioni di luce: infatti, attraverso il mezzo acqueo, i raggi luminosi vengono sempre più assorbiti all’aumentare della profondità, fino ad arrivare all’assenza della luce stessa. Gli ultimi componenti dello spettro luminoso a penetrare maggiormente sono i raggi di colore blu - verde: da qui il caratteristico colore del mare. La presenza di alghe o piante marine fotosintetizzanti, l’evoluzione di apparati visivi capaci di vedere a bassa luminosità, i colori degli organismi sono alcune delle caratteristiche ad essere influenzate dalla profondità e dalla conseguente luce. La temperatura è un elemento importante poiché in mare, come in aria, esistono correnti fredde e calde che coesistono tra loro. Oltre ad influenzare la presenza di biocenosi termofile, la presenza delle correnti a diverse temperature genera dei termoclini, che gli organismi planctonici non sono in grado di superare.
A seconda della profondità si possono individuare quattro ambienti: sopralitorale, mesolitorale, infralitorale, circalitorale.
Il tratto di litorale che delimita l’AMP, nonostante sia relativamente breve, è caratterizzato da una linea di costa molto varia; in particolare, in corrispondenza del lato meridionale della Torre di Guaceto, la costa è lineare ed è costituita prevalentemente da una falesia argillosa. In prossimità della Torre e per alcune centinaia di metri rispetto al lato settentrionale della stessa, la costa è caratterizzata da una piccola falesia rocciosa con contorni frastagliati che formano una serie di piccole insenature. Nel tratto successivo, continuando verso Punta Penna Grossa,
la costa diventa bassa e sabbiosa.
Nell’AMP di Torre Guaceto le praterie di Posidonia oceanica rappresentano uno degli habitat che maggiormente caratterizzano i fondi. Le lunghe foglie di questa pianta marina frenano l’azione erosiva del moto ondoso sulle coste e le protegge dall’erosione, le radici intrappolano il sedimento impedendone la risospensione, l’attività fotosintetica produce un’elevata quantità di ossigeno e i suoi residui producono materia organica, l’intricata morfologia delle praterie crea una
serie di microhabitat che sono fonte di cibo e rifugio per numerosi organismi. Le praterie sono estremamente sensibili a differenti forme di stress antropico e possono subire una regressione a causa di attività di pesca, di ancoraggio, di inquinamento chimico. Si ritiene che il fondale di Torre Guaceto sia un ambiente altamente interessato da un’elevata sedimentazione che può rappresentare una minaccia di soffocamento per le praterie.
In zona C sono presenti tratti di pre-coralligeno ampiamente colonizzato da organismi in ottime condizioni di salute; particolarmente numerose sono risultate le gorgonie dalla forma tipicamente arborescente quali la gialla Eunicella cavolini e la bianca Eunicella singularis. Assieme ad esse molto comuni sono i briozoi Sertella sp. e Myriapora truncata, organismi formati da uno scheletro di carbonato di calcio facilmente sgretolabile.

Ultimo aggiornamento 10/01/2008 10.16.52

 

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